Quando ti invitano a un matrimonio...

Aggiornato il: 1 set 2019

Oggi avrei voluto pubblicare un altro post "introduttivo" per raccontare cosa significa per me avere la dermatite atopica, ma poi ho cambiato idea. Lo farò la prossima volta.


In questi giorni ho un cruccio: cercare di migliorare le mie condizioni cutanee in tempo per il 7 settembre, giorno in cui parteciperò ad un matrimonio. Non è un matrimonio qualsiasi: si sposa, infatti, uno dei migliori amici di Andrea e lui sarà un testimone.

A me piace partecipare ai matrimoni: sono un'occasione felice, famiglie e amici si riuniscono, si mangia, si beve, si passa la giornata in una location molto bella, ci si veste bene e ci si fa belle.


"Per quanto possibile" penso io. In questi giorni, la mia pelle non vive un momento particolarmente critico, ma non si può nemmeno dire che sia un fiore. Così iniziano ad arrivare i pensieri, uno per uno: "Oddio, sono la compagna del testimone!", "Oddio, tutti vorranno sapere come si chiama Victoria, quanti mesi ha...", "Oddio, le foto!" e via discorrendo.

Mi sento già sotto i riflettori, come se tutti dovessero occuparsi solo di me e del mio aspetto. Razionalmente, so che non è così, ma mi sento già mortificata all'idea di presentarmi al matrimonio con le macchie rosse, le croste, la pelle a grinze. E poi, una volta ogni tanto, vorrei sentirmi bella per Andrea, che non mi fa mai pesare questa condizione, anzi... A volte mi chiedo con che coraggio continui a ripetermi quanto sono bella.


Così decido che è l'ora della "terapia d'urto". Come anticipavo, non voglio e non posso fornire cure per migliorare, ma vi posso raccontare i risultati dei miei esperimenti.

Come vi dicevo, non sono in uno dei periodi più critici (è qualche giorno che mi attengo ad alcune regole), perciò con un po' di impegno dovrei riuscire ad arrivare al 7 settembre abbastanza "pulita". La parte più colpita è il viso: purtroppo la è quasi sempre. Specialmente la zona tra il labbro superiore e il naso: vado sempre in giro con un simpatico baffetto hitleriano rosso. Poi ho una bella chiazza rossa sulla guancia destra, le palpebre che secernono siero, la pelle del décolleté a grinze, la pelle delle ascelle tutta rinsecchita, la zona dietro i gomiti piena di quelle macchiette rosa e lucide "post-croste", il retro delle ginocchia idem. E poi c'è la mano destra, che da mesi mi fa tribolare: è costantemente tagliata in mille punti e non riesco a farci nulla. Insomma, c'è da dare una sistematina ovunque.


Una domanda:

anche a voi succede che una metà del corpo sia sempre più colpita dell'altra?

Io potrei tracciare una bella riga che mi divide in due metà esatte, dalla testa ai piedi, e la metà destra sarà sempre quella più mal messa.


Comunque adesso è arrivato il momento di mettermi d'impegno e cercare di stare meglio. In genere, quando mi trovo nella necessità di migliorare urgentemente faccio così:

  • nel mettere la crema, diminuisco i tempi tra un'applicazione e l'altra

  • la notte applico moltissima crema nelle zone maggiormente colpite e copro con una benda

  • ricorro, ahimè, al cortisone (anche se in questo periodo cerco di evitarlo, visto che sto allattando)

  • mangio in bianco

Un dermatologo mi ha spiegato che la crema va messa "poco e spesso". In effetti, a metterne tanta succede solo che si crea un bel pasticcio: la crema resta lì e se per caso hai avuto la brillante idea di metterne due insieme, magari si formano dei "pallini" appiccicosi ed è meglio fare una doccia e spalmarsi nuovamente la crema. Stavolta poca. E una sola.

Bendarmi la notte è una cosa che faccio fin da bambina, non so quale dermatologo l'abbia suggerito a mia madre. Qualsiasi pomata credo vada bene, se ci troviamo bene. Lì si che posso abbondare con le quantità di crema, altrimenti la benda me la ruba tutta!

Mangiare in bianco, invece, è un rimedio "fai da te" che mi aiuta molto. Ho fatto questo ragionamento: se la dermatite è un'infiammazione, mangiare cibi antinfiammatori mi aiuterà senz'altro. Così vado avanti a riso in bianco, zucchine bollite, spinaci, erbette... Una gioia. Per fortuna, tra gli alimenti antinfiammatori è contemplato il cioccolato fondente! E' una vera fortuna, visto che non saprei proprio starne senza. Faccio attenzione a non comprare quello contenente zucchero bianco e mi godo i miei momenti di felicità!


Questo metodo non è infallibile: semplicemente, è più probabile che seguendo queste regole io stia meglio.

Posto le foto di come sono oggi, così faremo un confronto tra qualche giorno; purtroppo le foto fatte col cellulare non rendono molto bene, ma più o meno si capisce come sto.

Spero di riuscire a migliorare: manca poco più di una settimana e se la mia pelle non collabora, non potrò nemmeno ricorrere al make-up: non ho ancora trovato cosmetici adatti a una pelle estremamente secca; se appena applicati può sembrare che aiutino, in realtà facilitano il disseccamento e sottolineano ancora di più squame e altri difetti.


Per oggi è tutto. Dopodomani posterò gli aggiornamenti . Un abbraccio.


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