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È un periodo strano

È un periodo strano: passo da giorni di infiammazione a giorni di secchezza senza sosta. È un circolo che non si interrompe quasi mai.

Mangiare leggero aiuta molto, ma per me non è facile. Dovrei impegnarmi di più, avere più forza di volontà. Me lo sto ripetendo spesso ultimamente e non solo riguardo alla dermatite atopica. Mi hanno detto che il gesto di grattare pottebbe essere un riflesso derivante da una situazione che vorremmo cambiare, ma non riusciamo: un gesto simbolico di togliersi di dosso quello che non ci fa stare bene. Non so se è vero, ma mi ci ritrovo molto.

La dermatite è la ciliegina sulla torta che non mangerei mai. È il collante tra le tante cose che non vanno come vorrei. È il vestito fuori moda messo a una festa dove tutti sono in tiro e a cui ti saresti comunque sentito a disagio.

È come se il mio corpo si adattasse alle cose che non accetto e, invece di cercare di uscire dallo "sporco", mi sporcasse per dimostrarmi che è normale stare così.

Io non so voi, ma non è facile stare con me.

Ho tante insicurezze, instabilità, oscillazioni, difetti e la dermatite mi rende ancora più complicata, ermetica, imprevedibile. Come lo spieghi che sei giù di morale perché la pelle tira o prude? Come lo spieghi che potrebbe essere la giornata perfetta, ma ci sono i pollini nell'aria e anche se vorresti sprizzare vitalità da tutti i pori, forse è meglio stare a casa e imbottirsi di antistaminici? Come lo spieghi che una carezza fa male?

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